| |
“….La pittura moderna, nel defluire degli afflati anarchici dell’informale, tenta la ricostruzione
dell’immagine attraverso l’evoluzione evocativa della rappresentazione della realtà. Va in
questa direzione la sua ricerca tormentata,le emozioni e la tensione del confronto con la tela
bianca, che risolve con grande intensità formale. La sua è una pittura gotica, nordica, dai forti
rigurgiti espressionisti, dall’esito teatrale. In un percorso che dalle leziosità formali giovanili si
fa sempre più drammatico, con spiccata personalità e inconfondibile gesto, in un saldo taglio
compositivo, Andrea dipinge grandi corpi nudi, in continue variazioni cromatiche nel gioco
delle tonalità più fredde.
Il segno ed il colore si sovrappongono, si congiungono, si incastrano, in un gesto sicuro -
natura, vigore, violenza, incanto, tensione, ossessione, dramma, dissoluzione -, quasi nella sua
coscienza albergasse l’idea della creazione,
quella “vis”, polla primigenia dell’inesauribile energia, da cui nasce la vita e la forza. Le sue
figure sono autentiche, al limite del ritratto; rigorosi esercizi di eccellente felicità formale;
dialoghi continui con la grande pittura d’antan: i
michelangioleschi e Delacroix, e moderna: Kirchner e Kokoschka; sfrenati virtuosismi
barocchetti ed arditi scorci pompier.
Affascina la vivezza delle tinte, livide, sensuali, organiche, viscerali. Talvolta opprimono,
soffocano con l’invadenza della carne la scena scabra, prorompono nell’incombenza delle
proporzioni che invischiano lo sguardo ed impediscono di sorvolare; attraggono con vellicate
promesse di tormento e di estasi. …
Gianfranco Schialvino |
|